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Mister Ferrara bada al sodo: «Meno elogi ma più punti»

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Mister Ferrara bada al sodo: «Meno elogi ma più punti»

«Poli
no, Eder no, Juan Antonio no e neanche Pozzi. Onestamente non voglio
rischiare nessuno e in alcuni casi il recupero non sarebbe comunque
ipotizzabile».
Ciro Ferrara fa la conta ma non si perde certo d'animo. La rosa è
ampia e gli permette di guardare comunque con fiducia alla trasferta
di Verona. «Anche se ho la mia idea di squadra titolare in testa –
spiega il mister nella conferenza stampa della vigilia -, cambiare
undici mi è utile per valutare tutti quei ragazzi che non scendono
in campo dall'inizio e per avere così ulteriori risposte. Siamo in
tanti e finora soltanto Mustafi e Renan non sono ancora scesi in
campo. Questo è un dato positivo. A volte devo ridisegnare la
formazioni, ma ho un gruppo che sta dando e darà tutto».

Intanto
rientrerà Maxi López…

«Tutti
sappiamo il contributo che Maxi è riuscito a dare. È un ritorno
importante e penso che saprà farsi
perdonare l'ingenuità di due domeniche fa. Il ballotaggio a
sinistra? Deciderò domani tra Poulsen e Castellini. Eder invece non
ce la farà: speriamo di recuperarlo per la trasferta di Parma».

Che
Doria dobbiamo aspettarci contro il Chievo?

«Non
cambio atteggiamento in base alla sconfitta col Napoli. Abbiamo ora
due trasferte molto insidiose: questa è difficile da interpretare, soprattutto per il cambio d'allenatore che hanno subìto, perché in questi casi,
solitamente, i giocatori non hanno più alibi. In ogni caso ho visto le
gare precedenti e il Chievo è una squadra che gioca bene a calcio.
Dovremo tenere il loro ritmo e continuare a giocare come stiamo
facendo. Il risultato condiziona i giudizi a volte: questa settimana
invece abbiamo avuto grandi elogi, ma niente punti. È per questo che
dobbiamo recuperare. Preferisco, in ottica futura, prendere meno
elogi e ottenere i punti che ci servono».

Dopo
il Napoli chiedeva una reazione, l'ha percepita in settimana?

«L'ambiente
è tranquillo e la convinzione è che la squadra abbia dato tutto. I
ragazzi si sono allenati nella maniera giusta e solo domani avremo la
risposta su come avrà realmente reagito alla sconfitta patita
domenica scorsa».

Come
ha accolto i complimenti di Edoardo Garrone sul paragone tra la sua
Samp e quella di Del Neri?

«Vale
lo stesso discorso che ho fatto ai ragazzi. Ai complimenti vanno
abbinati i risultati. La cosa mi ha fatto molto piacere e ho
apprezzato molto gli elogi, ma da qui a tornare a riottenere quei traguardi è ancora lunghissima. Ricordo la Samp di Del Neri perché l'ho
affrontata da allenatore sulla panchina della Juve. Quel 5-1 fu un
grande risultato per noi, ma la corsa di quella Samp non si
interruppe in quella partita. Io però sono contento dei giocatori
che ho a disposizione adesso, penso ad esempio a Nenad che va in
nazionale maggiore. Chissà che qualcun altro non riesca ad
imitarlo, ad esempio Obiang».

Tornando
a Krsticic, questa convocazione vi rende orgogliosi?

«Certo,
ho scoperto dei valori umani e
tecnici qui. Questa è la politica della Samp, lanciare e far
crescere i giovani e se mi hanno scelto avranno avuto i loro motivi.
Con Nenad sono venuto a conoscenza di una storia bella spessa. I suoi
sacrifici nella vita e sul campo vengono ripagati. Ho contribuito
alla sua crescita, ma non sono l'unico. Il ruolo di esterno lo aveva
già fatto quando era più giovane e oggi lo sta interpretando molto
bene».

La
squadra come si è calata in questa Serie A?

«Siamo
partiti da meno uno e vorrei vedere la mia squadra giocare come ha
fatto sino ad oggi. I nostri obiettivi non sono cambiati: questo
campionato e queste partite vogliono squadre più smaliziate, perché
la A è un campionato difficilissimo e di alto livello. Raccogliere
abbiamo raccolto, ma occorre una ulteriore crescita di personalità.
Ci vuole più tempo e più esperienza, pochi giocatori hanno giocato
a certi livelli».

Cosa
conosce del Corini allenatore?

«Eugenio
è stato mio compagno di squadra e ne conosco bene le qualità
professionali e umane. Con l'Under 21 avevamo affrontato il suo
Frosinone in amichevole, una squadra che giocava un buon calcio. Credo
che Eugenio sappia insegnare calcio e i movimenti giusti: so che per
lui è una grande chance e vorrà giocarsela, come qualsiasi altro
giovane allenatore. Conosce bene l'ambiente e potrà fare ottime cose
a Verona».

Come
opinionista Corini opinionista ha recentemente
commentato la Samp. Cosa può aver imparato?

«Ci
conosce bene e commentare una gara può aiutare a conoscere una
squadra. Lo posso testimoniare, visto che anche io rivedo tutte le
partite. Per questo mi sento di dire che Eugenio ha un piccolo
vantaggio. Però poi credo che saranno coloro che vanno in campo a
decidere il destino delle nostre squadre».

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