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La Sampdoria saluta la Coppa Italia: all'”Olimpico” è poker della Roma

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La Sampdoria saluta la Coppa Italia: all'”Olimpico” è poker della Roma

Il sogno dura quasi un tempo. Poi la TIM Cup resta un miraggio che si affievolisce con il passare dei minuti. Meriti della Roma e demeriti della Sampdoria si fondono nel 4-0 maturato all'”Olimpico”, freddo teatro dell’ottavo di finale che proietta i giallorossi di Spalletti ai quarti (contro il Cesena) e con vista sulle semifinali. Peccato, perché il feeling blucerchiato con la Coppa Italia non svanisce nonostante le recenti delusioni e perché i tifosi – proprio per questo legame speciale che ci lega con la coccarda tricolore – avrebbero meritato altre soddisfazioni infrasettimanali.

Palo. Giampaolo non rinuncia al 4-3-1-2 ma mischia le carte rispetto al campionato. Sulla destra debutta Bereszynski, sulla sinistra Dodô torna titolare dopo il quarto turno con il Cagliari. Silvestre e Regini compongono la coppia centrale mentre a Cigarini vengono affidate le chiavi del centrocampo. Djuricic e Linetty agiscono da mezzali, Fernandes si riprende il ruolo di suggeritore di Budimir e Muriel. Su rinvio di Puggioni le due punte creano il primo pericolo dopo 150 secondi: il croato fa da sponda per il colombiano che, ad Alisson battuto, centra in pieno il palo con il piatto mancino. Il Doria gioca bene, sciolto, rapido ed essenziale: si arriva bene sulla trequarti giallorossa ma manca la finalizzazione. Fernandes (10′) e Budimir (23′) ci provano non troppo convinti dalla distanza, Alisson blocca sicuro.

Sotto. Al 25′ pareggia il conto dei legni con una botta al volo da fuori di Paredes che sbatte sulla parte bassa della traversa e torna in gioco. I blucerchiati reagiscono e si fanno vivi in avanti con Fernanes, smorzato sul più bello dalla difesa romanista. Dalla parte opposta El Shaarawy in girata impegna Puggioni in due tempi alla mezzora, poi conclude debole una percussione personale. La Roma acquista coraggio e Paredes tenta ancora il destro: il numero uno doriano neutralizza con i pugni. Non può nulla Puggioni al 39′, quando Silvestre fornisce un assist involontario a Nainggolan che, dal limite, non ci pensa su e scaglia in rete la palla dell’1-0. I ragazzi accusano il colpo e per poco El Shaarawy non raddoppia al minuto 42. L’ex milanista addrizza la mira e costringe Puggioni al tuffo, tuffo che sarebbe vano se Nainggolan centrasse la porta sul corner seguente. Malgrado un’ottima prima parte di gara, all’intervallo si va sotto.

Impossibile. E dall’intervallo si torna con il raddoppio capitolino. El Shaarawy imbecca Džeko sul filo del fuorigioco e il bosniaco non fatica a depositare nell’angolino più lontano. Si fa dura e Giampaolo si arrabbia. Dopo una flebile reazione blucerchiata, Džeko al 10′ coglie il montante sugli sviluppi di un angolo, sui quali Rüdiger testa i riflessi di Puggioni, bravissimo ancora su un nuovo tentativo di Džeko, stavolta con il sinistro. Stesso piede, mira diversa per Budimir che avrebbe l’opportunità di riaprire il match ma che la spreca. In un niente dal possibile 2-1 si passa al 3-0: El Shaarawy va via Bereszynski e s’inventa un pallonetto al bacio. Ora si fa quasi impossibile.

Finale. Schick fa rifiatare Budimir, Praet dà il cinque a Linetty. Il ceco conferma sempre la confidenza con il gol, ma l’arbitro annulla per presunta posizione irregolare. È l’ultimo lampo blucerchiato. Poco dopo l’ultimo cambio che coinvolge Dodô e Pavlovic, la Roma affonda ancora: allo scadere Perotti crossa per Nainggolan, che firma il poker e mette l’accento sulla sua prova sopra le righe.  La corsa blucerchiata finisce qui. Ora testa al campionato, il riscatto è obbligatorio.

Roma             4
Sampdoria  0
Reti: p.t. 39′ Nainggolan; s.t. 2′ Džeko, 16′ El Shaarawy, 45′ Nainggolan.
Roma (3-4-2-1): Alisson; Rüdiger, Fazio, J. Jesus; Peres, De Rossi, Paredes, M. Rui (33′ s.t. Emerson); Nainggolan, El Shaarawy (21′ s.t. Perotti); Džeko (17′ s.t. Totti).
A disposizione: Szczesny, Lobont, Strootman, Vermaelen, Seck, Gerson, Manolas.
Allenatore: Luciano Spalletti.
Sampdoria (4-3-1-2): Puggioni; Bereszynski, Silvestre, Regini, Dodô (33′ s.t. Pavlovic); Djuricic, Cigarini, Linetty (23′ s.t. Praet); Fernandes; Budimir (17′ s.t. Schick), Muriel.
A disposizione: Krapikas, Tozzo, Amuzie, Pereira, Quagliarella, Torreira, Skriniar.
Allenatore: Marco Giampaolo.
Arbitro: Calvarese di Teramo.
Assistenti: Cariolato di Legnago e Peretti di Torino.
Quarto ufficiale: Russo di Nola.
Note: recupero 0′ p.t. e 3′ s.t.; abbonati 18.784, paganti 14.723 (incasso 222.114 euro); terreno di gioco in buone condizioni.

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